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Cuzco,,Peru,,May,1,,2014,-,Woman,With,Children,,All

NUVOLE BASSE SU MACCHU PICCHU

Alla scoperta del Perù , uno dei paesi più suggestivi del Sud America. Un viaggio tanto sognato e desiderato tra indimenticabili paesaggi andini, culture millenarie e persone fantastiche!

 Il Perù, la terra del mitico popolo Inca era da tempo nella lista dei viaggi che avremmo voluto fare.  Non avendo molto tempo disponibile per organizzare al meglio il nostro viaggio ci siamo affidati  a MUNDO ESCONDIDO,  un tour operator da anni specializzato nei viaggi in Perù, ma non solo. Abbiamo vissuto un’esperienza davvero unica, ben organizzata, che ripeteremmo volentieri anche domani se ci fosse la possibilità.

Primo giorno:

Milano – Madrid – Lima (volo)

Si parte da Milano alla volta di Madrid. Attesa di qualche ora e poi di nuovo in volo  direttamente per Lima.

“Arriviamo all’aeroporto internazionale Jorge Chavez di Lima  che ormai è sera. Espletate le formalità doganali,incontriamo la nostra guida che ci accompagna fino all’hotel. Ci si dà  appuntamento per l’indomani. Ottima  la sistemazione che ci è stata riservata.  E’ l’hotel Sol Melia nel quartiere di San Isidro, in Av.Salaverry.

Secondo giorno:

Lima

Visita turistica della città. Iniziamo subito con il Museo Nazionale di Antropologia (museonacional.perucultural.org.pe) dove incominciamo a conoscere la ricchezza della storia peruviana. Poi, terminata la visita, raggiungiamo Plaza de Armas dove visitiamo la Cattedrale. La piazza è il cuore della capitale peruviana ed è affollatissima sia di locali che di turisti.

La Chiesa di San Francisco  non è lontana e ci fermiamo anche qui per una visita. Per il pranzo ci trasferiamo nel quartiere di Miraflores e lungo il tragitto ci soffermiamo ad osservare il sito archeologico incaico  Huaca Pucclana. Miraflores è il luogo ideale dove fermarsi per il pranzo. tanti i ristoranti presenti nella zona, molti dislocati in prossimità del Parque del Amor nel centro Larcomar (www.larcomar.com). Il  parco  richiama alla mente lo stile architettonico simile a quello dello spagnolo Gaudì.

Il lungomare si presta per una passeggiata. Ci fermiamo al Parque El Faro, e poi si ritorna in hotel con un taxi.  I taxi considerati sicuri  sono quelli  di colore giallo e solo su questi mezzi con regolare autorizzazione della Municipalidad  viene applicata una tariffazione corretta. Quindi occhio a non farsi fregare!

Terzo giorno:

Lima – Riserva Nazionale di Paracas – Ica 

Alla reception dell’hotel ci attende una guida locale. Oggi è in programma la visita alla Riserva Nazionale di Paracas. Alle 7 in punto si parte. Con un pulmino percorriamo la Panamericana lasciandoci alle spalle il caos urbano di Lima, davvero incredibile e oltre ogni aspettativa. Procediamo verso Paracas passando in rassegna i vari tratti del paesaggio prima caratterizzato dalle favelas e poi da una costa desertica. Arriviamo  alla Riserva Nazionale di Paracas  e nel giro di poco dove ci imbarchiamo alla volta delle Isole Ballestas. Gli occhi lungo il trasbordo si posano sul Candelabra, un petroglifo  a forma di candelabro che serviva ai naviganti come faro. Alle Isole Ballestas  è vietato scendere ma anche se si rimane a bordo dell’imbarcazione lo spettacolo naturale che si presenta davanti agli occhi è davvero sorprendente e vediamo molte delle specie di animali che avevamo letto essere presenti in zona: migliaia di uccelli, ma anche di pinguini, pellicani, cormorani dal becco rosso, guanay, elefanti marini, pinguini di Humboldt, una fauna ricchissima. Dopo questa full immersion nella natura si ritorna a Paracas per il pranzo dove gustiamo dell’ottimo pesce. Come ultima visita prima di lasciare la Riserva visitiamo la Cattedrale, un promontorio roccioso che ha la forma di un edificio religioso e questo spiega chiaramente il nome.

Il pomeriggio  è dedicato a Ica dove visitiamo il Museo Regional de Ica per conoscere qualcosa in più sulla Cultura Paracas. Il giorno volge al temine. Stasera si alloggia al Las Dunas (www.lasdunashotel.com) situato nelle immediate vicinanze di Ica.

Quarto giorno: Ica – Nazca

La guida  ci accompagnae a Nazca  per sorvolare le misteriose “linee”. Prima di salire a bordo del piccolo veivolo vengono eseguite tutta una serie di controlli tipo controllo del peso, età e ci  vengono fornite informazioni di vario genere sulla  durata e traiettoria del volo  e  le figure che avremmo visto. Alle 10.30 in punto si parte.  La durata del volo è di circa mezz’ora. Fotografare dall’alto è una vera impresa. Occorrerebbe soffermarsi maggiormente sulle singole figure mentre i piloti virano vertiginosamente a destra e sinistra. Una volta a terra approfittiamo della disponibilità del pilota per una foto  ricordo.  Scendiamo dal veivolo  a dire il vero un po’ malconci, l’esperienza comunque merita e consigliamo vivamente di provarla.

Dopo il sorvolo dell’altipiano ci attende la visita della casa di Maria Reiche, la studiosa che si dedicò a scoprire i misteri che si celano dietro le linee. La casa è adesso un museo. Sempre nei dintorni di Nazca visitiamo gli acquedotti di Cantallo, delle condotte sotterranee che portavano e portano anche oggi l’acqua dalle Ande verso la città di Nazca.

Il paesaggio che ci circonda è alquanto desertico. Sullo sfondo notiamo una cima “innevata”, che montagna non è. Si tratta infatti, come ci spiega bene la guida del Cerro Blanco, la duna di sabbia più alta  di tutte le Americhe!

Ci si sposta poi a Chanchilla a circa 30 km da Nazca. Qui visitiamo una necropoli dell’antica civiltà Nazca dove sono conservate alcune mummie ancora  in ottimo stato. Ci viene spiegato che ciò è dovuto al clima arido del deserto. Le mummie sono conservate a cielo aperto e nelle loro tombe originali.

Il sito delle rovine di Paredones è la nostra prossima meta. Si tratta di antico tempio incaico  ridotto a una semplice rovina. Qui, su consiglio della nostra la guida, assaggiamo la lucuma,  un frutto peruviano simile nel gusto alle nostre noci.

Pranzo presso il Ristorante El Porton. Pomeriggio  dedicato alla visita del Museo Didattico Antonini ( www.geocities.com/proyectonasca/index.htm). Pernottamento presso il Nazca Lines (www.peru – hotels.com/nazlines.htm ), centralissimo.

Quinto giorno: Nazca – Arequipa

Giornata  dedicata al trasferimento da Nazca ad Arequipa che si trova a ben 2.600 m s.l.m.. Tragitto abbastanza lungo che effettuiamo a bordo di un  minivan.  Attraversiamo un paesaggio quasi completamente desertico. Ogni tanto, dove la strada attraversa le vallate, spunta qualche oasi di verde dove ci viene detto che vengono coltivati degli aranceti.  Verso le 18.00 arriviamo finalmente ad Arequipa, seconda città del Perù. La città si trova a 2350 metri di altezza e dobbiamo abituare il nostro respiro e a dosare le nostre forze!
Il cuore di Arequipa è caratterizzato da maestosi edifici coloniali tutti costruiti con una pietra vulcanica chiara locale chiamata sillar, vera essenza architetettonica della ciudad blanca. All”orizzonte si delineano le sagome maestose di tre vulcani che offrono agli obiettivi, inutile dirlo, bellissimi immagini da cartolina.

La lista delle nostre visite è lunga. Ci sorprende molto  il Museo Santury dove è conservata la mummia di ghiaccio Juanita.  Prima della visita vera e propria ci soffermiamo a guardare un filmato che racconta le vicende del suo ritrovamento e degli ultimi giorni della sua vita. La nostra conoscenza della città prosegue  con la visita della Cattedrale, di Plaza de Armas, del mercato di San Camillo con frutta e tante specie di patate e ancora  conla Chiesa di San Augustin, la Casa Tristan del Pozo e Casa del Moral.
La Cattedrale  è magnifica. Le due torri campanarie  sono state completamente ricostruite nel 2001 in seguito al terremoto che colpì questa città. Il pomeriggio è dedicato al Monastero di Santa Catalina (www.santacatalina.org.pe),
dove venivano rinchiuse le secondogenite spagnole, secondo il diritto di maggiorasco, affinchè il figlio maschio primogenito fosse l’unico erede del patrimonio di famiglia. La struttura ha dei bellissimi colori  vanno dal rosso al blu  acceso.

Altra cosa che visitiamo e che consigliamo è il mirador , appena fuori dal centro abitato dal quale si gode un magnifico panorama di Arequipa e dei  suoi tre vulcani.  Prima di andarcene approfittiamo del chiostro che vende prodotti tipici peruviani.

testo sottostante in parte controllato e riscritto.

Va integrato! NON PUBBLICARE!!!!!!!!

Sesto giorno: Arequipa

Arequipa - La Cattedrale

Settimo giorno: volo Arequipa – Cuzco 

Lasciamo l’hotel la mattina presto per trasferirci all’’aeroporto di Arequipa dove alle 7.55 ci aspetta il volo  per Cuzco (3.450 s.l.m.)
che raggiungiamo dopo circa un’ora.  L ’aeroporto della città non è grande. Ad attenderci c’è la nostra guida che con il pulmino ci porterà in centro presso il nostro albergo (Posada del Inca?).

La fame ci divora e la nostra  guida ci consiglia il Ristorante Pachacutec in Plaza de Armas (pachacutecrestaurant.com). Gustiamo degli ottimi piatti della cucina andina e peruviana. (Ottima la papa a la huancacina, patate bollite con salsa andina fatta con latte e pepe giallo, oppure il queso frito de casa, pezzi di formaggio con patate e cipolle). Il costo medio a persona è di circa 86 soles (20 euro).

La Cattedrale  è un dei primi monumenti cittadini che visitiamo. Al suo interno, davvero maestoso, si respira un’aura particolare sospesa tra  la cultura religiosa cattolica e quella incaica. La nostra guida ci svela i segreti sulla Pachamama ossia la madre terra alla quale tutte le popolazioni andine sono molto devote. La struttura  è affiancata dalla Chiesa di Jesus Maria dalla quale siamo entrati, e dalla Chiesa de El Triunfo  dalla quale alla fine della visita siamo usciti.

Passando attraverso dei vicoli strettissimi e dopo una faticosa salita raggiungiamo Plazoleta San Blas visitando così l’omonima Chiesa, la Chiesa di San Blas. Prima di arrivare alla piazzetta, notiamo nel vicolo  Hatunrumiyoc, la famosa “pietra dai dodici angoli”.

Visita successiva: la Chiesa di Santo Domingo costruita sulle rovine del tempio incaico più importante della cultura andina e cioè il Qoricancha.

Ritorniamo verso Plaza de Armas passando per Avenida do Sol, l’arteria principale di Cuzco, molto trafficata e piena di gente.

Stasera cena all’Inka Grill (www.inkagrillcusco.com), ristorante in Plaza de Armas, con tanto di gruppo musicale peruviano e dove incontriamo diversi altri italiani anche loro in visita in Perù.

Ottavo giorno: Cuzco e  suoi dintorni

Durante la visita a Cuzco si è rivelato utilissimo  il boleto turistico, consegnatoci dalla nostra guida locale, che ci ha consentito di accedere in modo gratuito ai principali siti incaici di Cuzco e dintorni.

La prima tappa è il sito archeologico della fortezza di Sacsayhuaman. Durante il tragitto, appena fuori Cuzco, ci fermiamo sul piazzale della Chiesa di San Cristobal dove possiamo notare il panorama sull’intera città di Cuzco e sul retro possiamo vedere i resti delle mura del palazzo inca Qollqanpata dal quale si accedeva a Sacsayhuaman.

Dopo un breve tragitto, arriviamo a Sacsayhuaman che significa falco soddisfatto. Del sito  che copre una vasta area rimangono poche rovine  in quanto buona parte dei grandi massi con i quali era stata costruita questa fortezza furono  portati via dagli spagnoli per edificare i loro palazzi a Cuzco. La sua particolare conformazione a zig zag doveva rappresentare idealmente la testa di un puma con i suoi denti affilati.

Si riparte per raggiungere Tambo Machay, antico centro in onore delle acque. Particolare attrazione del luogo è el baño del inca, antica vasca cerimoniale. A seguire visitiamo la vicina Puca Pucara, la fortezza rossa  chiamata così per il colore delle pietre con le quali fu costruita, pietre che al tramonto si accendono  rendendo la fortezza visibile a grandi distanze. La guida ci indica un sentiero inca sul lato della montagna che ci si trova di fronte.

Torniamo a Cuzco dove ci dedichiamo alla scoperta della città raggiungendo il parco con la Cascata Incas (una fontana). Cena tipica al ristorante Tunupa (www.tunupa.com.pe) con danze folkloristiche.

Nono giorno: Cuzco – Chinchero, saline di Maras – Ollantaytambo – Yucay

In minivan arriviamo a Poroy, un paesino alla periferia nord di Cuzco dove si trova la stazione ferroviaria del treno Cuzco – Machu Picchu. La guida ci spiega che questa è la fermata migliore per prendere il treno per Machu Picchu in quanto, da Cuzco a Poroy, in treno ci si impiega quasi un’ora e mezza a causa degli scambi ferroviari a zig – zag dovuti al dislivello tra le due stazioni. Proseguiamo per il paese di Chinchero attraversando verdi vallate. Il tempo non è un granchè, il cielo è plumbeo e minaccia pioggia da un momento all’altro. Ad un certo punto ci fermiamo per ammirare l’altopiano chiamato la Pampa de Anta. Qui i campi e le coltivazioni di patate formano delle enormi e suggestive scacchiere verdi.

Dopo qualche minuto arriviamo a Chinchero, tipico esempio di cittadina costruita interamente su murature incaiche. All’entrata del paese la guida ci chiede se vogliamo fare la “scalata” della via principale o, in alternativa, il giro panoramico delle mura. Optiamo per la seconda soluzione molto più abbordabile e meno faticosa. Siamo a oltre 3000 m ed il cielo è carico di nubi che danno un’impronta particolare al paesaggio. Oltrepassati i bastioni incaici arriviamo davanti alla chiesa locale, finemente decorata. Proseguiamo per la piazza del mercato che è completamente deserta se non per qualchemamas improvvisata che ci vende dei braccialetti fatti a mano.

Riprendiamo il nostro viaggio esplorativo in Valle Sacra avendo per meta le saline di Maras. Dopo una serie di tratti impervi arriviamo alle saline. Lo spettacolo è assicurato in quanto davanti a noi possiamo vedere gli immensi terrazzamenti bianchi ricoperti di sale. Essendo fuori stagione le saline non evidenziano il loro candore naturale ma lo spettacolo è comunque assicurato. Dopo una camminata acrobatica sulle sponde delle vasche arriviamo alla strada che ci porterà al fondovalle. Lungo il costone della montagna si possono ancor oggi vedere antiche tombe Inca.

Il fondovalle si apre sulla Sacra Valle degli Incas dove, impetuoso, scorre il fiume Urubamba. Lungo il tragitto che percorriamo possiamo notare che il fiume trasporta, in superficie, un sacco di materiale plastico: non essendo smaltibili, le bottiglie di plastica una volta utilizzate vengono buttate direttamente nel fiume. Che tristezza!

Pranzo presso il ristorante Tunupa Valle Sagrado (www.tunupa.com.pe), decorato finemente con affreschi e immerso nella tranquilla Valle Sacra degli Incas. Ottimo e da provare il lomo saltado ovvero pezzi di carne fritti con le cipolle.

Ollantaytambo - la fortezza
Ollantaytambo – la fortezza

Dopo il pranzo ripartiamo con il minivan percorrendo la strada della valle e arrivando, nel pomeriggio, ad Ollantaytambo. Per accedere al paese dobbiamo passare dalla biglietteria e mostrare il boleto turistico. All’ingresso ci sono i resti di una sbarra e la guida ci spiega che, fino a non molto tempo fa, per entrare nei paesi si pagava un pedaggio.

Arriviamo nella piazza all’ingresso della Fortezza di Ollantaytambodedicata al generale Ollantay. L’imponenza della fortezza ci lascia senza fiato: una serie di gradoni si inerpicano per la montagna formando una struttura monumentale notevole. Dopo una serie infinita di gradini ed uno sfinimento generale (l’altitudine si fa sentire) arriviamo sulla sommità della fortezza per poi ridiscenderne e visitare le varie fontane che ne stanno alla base, compreso il Bagno delle Vergini. Ritorniamo in paese la cui piazza è animata da una serie interminabile di rivendite di tappeti.

Proseguiamo la nostra strada ripercorrendo la Valle Sacra fino a Yucay dove pernotteremo. Lungo il tragitto la guida ci fa visitare un’azienda agricola dove si produce in maniera domestica la chicha, ovvero la birra di frumento. La proprietaria ci illustra le fasi di produzione della bevanda e la guida ci spiega che prima di mettere a macerare il frumento le donne ci sputano sopra per favorire i processi fermentativi. In questa azienda agricola si allevano anche i porcellini d’India, gli strafamosi cuy, tanto apprezzati nella cucina peruviana. Prima di ripartire, facciamo una partita a sapo, un gioco semplice basato sul lancio di monete su un tavolino corredato di buchi. A seconda di dove cade la moneta si acquisiscono diversi punti.

Arriviamo a Yucay nell’albergo La Casona de Yucay (www.hotelcasonayucay.com/index.html) giusto in tempo per la cena.La sistemazione è molto buona e l’hotel è dotata anche di un giardino ben curato.

Decimo giorno:

Yucay – Ollantaytambo – Agua Calientes – Machu Picchu

Oggi, dalla stazione di Ollantaytambo prenderemo il treno che ci porterà ad Agua Calientes da cui proseguiremo, in pullman, fino a Machu Picchu (machupicchu.perucultural.org.pe). Ovunque è un via vai di turisti tra i quali spiccano tanti escursionisti in procinto di inoltrarsi nell’Inca Trail, il percorso andino che porta a piedi fino alle rovine di Machu Picchu. Dopo qualche minuto di attesa arriva il treno e saliamo. I posti a sedere sono già prenotati e i passeggeri sono molti. La ferrovia Cuzco – Aguas Calientes è a scartamento ridotto, quindi la velocità del treno non è assolutamente paragonabile a quella dei nostri treni europei.

I paesaggi che si susseguono durante il tragitto sono stupendi; il treno costeggia spesso per lunghi tratti il fiume Urubamba che visto da vicino fa veramente paura per l’enorme quantità di acqua che vi scorre. Ogni tanto si possono scorgere delle rovine incas. Il viaggio dura quasi un’ora e mezza e alla fine arriviamo ad Aguas Calientes dove pernotteremo e dove, purtroppo, comincia a piovere. Proseguiamo in autobus verso il sito di Machu Picchu, dopo venticinque minuti di tornanti infernali arriviamo sulla sommità. Con la guida accediamo al complesso che, nonostante la pioggia, brulica di turisti. Ci portiamo in prossimità del luogo denominato “la capanna del pastore” dove si può ammirare la classica veduta di Machu Picchu. Le nuvole basse non ci presentano un bello spettacolo, anzi, non si riesce a vedere nemmeno il complesso archeologico, ma guida ci incoraggia dicendoci di avere pazienza in quanto in questo periodo dell’anno (fine gennaio) al mattino il tempo è sempre capriccioso ma poi, verso il pomeriggio, si rasserena.

Machu Picchu
Machu Picchu

Lo spettacolo è comunque in ogni modo assicurato in quanto la nuvole basse lasciano spazio ad ampie schiarite conferendo al luogo un’atmosfera particolare con i contrafforti delle Ande che coreografano l’intero paesaggio. Il momento è magico per tutti.Arriviamo all’Intihuatana quando piove a dirotto; proseguiamo la visita ed arriviamo nella piazza centrale di Machu Picchu per poi passare nella piazzetta della Pietra Sacra che si trova in prossimità dell’accesso del percorso per l’Huayna Picchu, la vetta andina a lato delle rovine. Tornando verso l’uscita non manchiamo di ammirare il condor, una scultura che si trova all’interno del complesso archeologico e che probabilmente è stato scolpito dagli stessi Incas.

Il ristorante posto all’ingresso del sito propone prezzi proibitivi per il pranzo per cui decidiamo di andare nel chiosco vicino (alternative non ce ne sono visto l’angusto spazio del piazzale d’ingresso) e, tra tramezzini e bevande, riusciamo a pranzare discretamente senza spendere un’esagerazione. Il biglietto ci dà la possibilità di rientrare nel complesso archeologico in giornata, pertanto ritorniamo all’interno delle rovine decidendo di fare un’escursione alternativa all’Intipunku, ovvero la Porta del Sole. Per arrivarci dobbiamo percorrere un’oretta di Inca – trailnel suo tratto finale. Il panorama che si può ammirare una volta arrivati alla meta è davvero grandioso.

Torniamo in pullman ad Agua Calientes rendendoci conto, con l’occasione, di quanto faccia paura il Rio Urubamba: essendo in piena le sue acque sono veramente impetuose!

La sistemazione ad Aguas Calientes è il nuovissimo hotel Hatuchay Tower (www.hatuchaytower.com) con un’invidiabile vista sul Rio Urubamba.

Undicesimo giorno:

Agua Calientes – Cuzco

Giornata a disposizione per visitare liberamente il paese di Aguas Calientes (www.aguas – calientes.com) e dintorni.

Nelle vicinanze della stazione di Ponte Ruinas c’è un orto botanico e, a circa 25 minuti di camino sulla ferrovia, si può ammirare una cascata che scende direttamente dai contrafforti andini per gettarsi fragorosamente nel fiume Urubamba.

Il paese di Aguas Calientes, al secolo Machu Picchu Pueblo, si trova completamente incastonato nelle pendici andine e attualmente sta vivendo una ristrutturazione urbanistica di notevole impatto con le vecchie baracche di lamiere per la vendita di souvenir che stanno lasciando il posto ai nuovi chioschi attrezzati per la vendita di souvenir. Facciamo quattro passi in centro: la Plaza de Armas ospita le statue dei capostipiti dell’Impero Inca, Mama Occlo e Manco Capac i quali, secondo la leggenda, sorgendo dal lago Titicaca hanno fondato l’impero. Visitiamo anche la piccola chiesa. Sulla piazza ci sta anche il telefono pubblico e ne approfittiamo per telefonare in patria.

Altra visita d’obbligo sono i bagni termali da cui prende il nome appunto Aguas Calientes, ma sono in completa ristrutturazione in quanto una recente frana li ha completamente distrutti.

Dopo il pranzo ci portiamo in stazione dove alle 15.55 prendiamo il treno di ritorno per Cuzco (la durata del viaggio è stimata in tre ore circa). Il tragitto in treno è abbastanza lungo tanto che dopo il paese di Ollantaytambo deviamo per la Pampa de Anta e cominciamo ad arrancare con tutto il convoglio. Ad un certo punto la linea ferroviaria (treno compreso) deve superare i primi dislivelli altitudinari: praticamente gli steward scendono per coadiuvare il treno ad affrontare il tratto a zig zag e, quindi, approntare le manovre ai vari cambi durante il passaggio di tutto il convoglio. E’ ormai buio quando arriviamo alla stazione di Poroy dove scendiamo in quanto ci attende la guida con il pulmino per trasportarci fino in albergo a Cuzco di nuovo all’hotel Posada del Inca.

Dodicesimo giorno:

Cuzco – Pisac – Cuzco – Puno

Pisac - La fortezza
Pisac – La fortezza

Partiamo alla volta di Pisac in tutta fretta. La strada che porta a Pisac non è molto lunga, sono appena 30 km da Cuzco, ma ci sono diverse curve e tornanti da affrontare. La guida ci racconta che la Valle Sacra degli Incas comincia da Pisac ed è da qui che il fiume Urubamba prende questo nome; prima di Pisac l’Urubamba assume il nome di Vilcanota.

Arrivati a Pisac lasciamo il paese e ci dirigiamo verso le rovine omonime che distano pochi km e si trovano sulla parte sommitale del paese. Il paesaggio è veramente “fotonico” in quanto l’estensione del complesso archeologico lascia senza fiato. La giornata peraltro è una delle migliori e ciò permette di gradire totalmente gli scorci panoramici che ci vengono offerti.

Le rovine di Pisac si estendono su una dorsale di oltre 1 km e la parte finale dove è ubicato l’Intihuatana si trova sulla parte sommitale, immediatamente a ridosso del paese nuovo di Pisac.

Esaurita la visita alle rovine proseguiamo per il paese dove facciamo subito i conti con il mercato che si rivela una vera accozzaglia di colori (e di turisti!). Ci diamo appuntamento con la guida per mezzogiorno al minivan. Ci addentriamo così nei meandri del mercato e cominciamo subito a contrattare con i vari venditori. Arriviamo nella zona frutta e verdura e comperiamo qualcosa per oggi in quanto non abbiamo il pranzo incluso quindi ci dobbiamo arrangiare. Tra i vari acquisti comperiamo anche dei capienti zaini inca in quanto si prevede un esubero di souvenir e quindi la necessità di un bagaglio suppletivo.

Ritornati a Cuzco partiamo alla volta di Puno: dovremo affrontare ben 389 km con il minivan. Lungo il tragitto la guida ci fa vedere i resti della porta d’ingresso a sud di Cuzco e passando oltre, ci fa notare in lontananza il paese di Oropesa dove viene prodotto il pane per l’intera città di Cuzco. Ci fermiamo poi nel paese di Andahuaylillas dove visitiamo la chiesa, un vero gioiello d’arte coloniale, completamente ricoperta d’oro. Durante l’attesa del sacrestano ci fermiamo sul piazzale dove andiamo all’arrembaggio delle immancabili mamas con relative bancarelle al seguito. L’interno della chiesa è veramente eccezionale, i vari stucchi finemente elaborati.

Proseguiamo il viaggio verso Puno e dopo qualche km arriviamo a Raqchi, parcheggiamo nel piazzale del piccolo paese ed entriamo alle rovine dopo che la guida ha esibito il nostro boleto turistico. Il complesso archeologico è molto imponente soprattutto per le strutture incaiche restaurate. Nella campagna circostante i bambini che pascolano capre e pecore. Dopo una serie di circonvoluzioni all’interno del recinto archeologico torniamo verso il minivan e ammiriamo dall’esterno la bianca chiesa di Raqchi.

Riprendiamo la marcia e, nel tardo pomeriggio, arriviamo al passo Abra La Raya a 4.329 m s.l.m. che segna il confine tra le province di Cuzco e Puno e fa anche da spartiacque. Il fiume Vilcanota (poi Urubamba) infatti, nasce nelle vicinanze del passo. Parcheggiamo nella piazzola di sosta dove inevitabilmente le mamas con alpaca e tutta la prole ci attendono per una foto di rito. Il freddo si fa sentire: siamo nel punto più alto che finora abbiamo visitato e completamente circondati da cime innevate. Scattiamo qualche foto anche alla segnaletica che evidenzia il confine di provincia.

Cominciamo la discesa verso Puno: il paesaggio che ci circonda è abbastanza desolante e monotono. Il cielo si fa completamente plumbeo stile nubifragio e, nella speranza che non sopraggiunga una tempesta andina, proseguiamo. E’ ormai buio quando arriviamo a Juliaca: una cittadina veramente squallida. Entriamo in paese e ci troviamo subito a fare i conti con immense pozzanghere d’acqua, qua probabilmente si è scatenato il nubifragio che ci ha sfiorato. Passiamo per il centro cittadino, un vero inferno di auto. Puno è vicino a Juliaca, quindi ancora mezz’oretta di strada e arriveremo a destinazione.

Sono ormai le 20 passate quando cominciamo a vedere Puno by night dal minivan. Pian pianino discendiamo i tornanti che ci portano in città.

L’albergo Posada del Inca si trova immediatamente fuori dal bailamme cittadino e direttamente in riva al Lago Titicaca.

Tredicesimo giorno:

Puno – isole Uros

Dopo la colazione ci portiamo sul molo dell’albergo dove sta arrivando l’imbarcazione che ci porterà alle isole Uros. La popolazione che abita nella zona del lago Titicaca appartiene alla razza Aymara e parla un dialetto particolare, mentre nella zona di Cuzco la popolazione è Qechua e ha il proprio dialetto. Il tempo stamattina non è dei migliori, parecchie nuvole scure sono parcheggiate all’orizzonte e il sole stenta a farsi vedere. Inoltre la temperatura è abbastanza fresca.

Una ventina di minuti bastano per farci arrivare a destinazione e visitare il quartier generale di quella che oggi viene chiamata Riserva Comunal del Titicaca anziché Riserva Regional, modifica voluta dal Presidente del Perù quando è stato in visita alle isole Uros. L’isoletta ospita un piccolo giardino botanico e un museo il cui accesso è controllato da un airone piuttosto arrabbiato.

Terminata la visita riprendiamo la navigazione e scendiamo sulla prima isola. Queste isole non sono altro che delle piattaforme galleggianti costruite con la totora che è una pianta acquatica simile alla nostra cannuccia di palude. Inevitabile, come sempre, l’accoglienza della popolazione con bancarelle e quant’altro mentre la guida ci fa vedere come vengono sostituiti i vari strati di totora per assicurare la manutenzione delle isole galleggianti. Saliamo anche sulle varie torri mirador per vedere il panorama delle isole con il lago. Proseguiamo con la visita ad un’altra isola dove possiamo vedere una scuola, un museo di uccelli imbalsamati ed abbiamo anche la fortuna di vedere allestita una piccola cucina da campo.

Piccolo appunto negativo: troppe bottiglie di plastica galleggiano sulle placide acque del lago! Arrivati a terra proseguiamo per Puno: basta prendere un minitaxi ed in dieci minuti si è in centro a Puno. Ci incamminiamo subito in direzione della Plaza de Armas in modo da trovare qualche ristorante affidabile. Prima, però, facciamo una capatina al Mercado Central con la speranza di trovare bancarelle di souvenir, ma ci rendiamo subito conto di aver preso un abbaglio, il mercado è qualcos’altro: un capannone dove un formicaio di gente si muove tra svariate bancarelle di frutta, verdura e alimentari vari.Sgattaioliamo via sconcertati dal bailamme del mercato e ci fiondiamo lungo Avenida Lima che ci porta direttamente in Plaza de Armas dove pranzeremo. Il ristorante è molto tranquillo e durante il pranzo possiamo vedere anche la partita. Il pasto non è niente male a base di trucha (trota) e le patate che sono buonissime con costo attorno agli 80 soles. Appena usciti dal ristorante, un gruppo di facinorose mamas arriva con tutta la mercanzia a spalla e, in un attimo, veniamo circondati da un piccolo mercato con maglioni in lana d’alpaca, sciarpe, chullos (i tipici copricapo), guanti e quant’altro. Visti e contrattati i prezzi, che si dimostrano del tutto abbordabili e convenientissimi, facciamo grandi spese. La gente attorno a noi aumenta, arrivano bambini con la richiesta di pulirci le scarpe, arrivano altre mamas. Infine arrivano anche i poliziotti richiamati dallo schiamazzo e ci chiedono se ci sono problemi. Risolviamo il tutto con un semplice no problem e se ne vanno.

Decidiamo di visitare il Parco Huajsapata che si trova sulla collina che domina Puno e il lago. La strada che percorriamo è abbastanza faticosa tanto che siamo obbligati a fermarci a brevi intervalli visto che il fiato ci manca a causa dell’altitudine: per fortuna che, ad un certo punto, si staglia davanti a noi l’enorme statua di Manco Capac rivolta verso il lago. Secondo la leggenda, Manco Capac e Mama Occlo si sono generati dal lago Titicaca creando la cosiddetta “dinastia del Sole” degli Incas, teoria già verificata ad Aguas Calientes controllando le statue dei due coniugi in Plaza de Armas.Qualcuno del gruppo viene colto dai primi sintomi del soroche, il mal di montagna peruviano che si manifesta in genere con forte mal di testa. Puno in effetti si trova a 3.800 m s.l.m., sicuramente ad un’altitudine più elevata di Cuzco.

Quattordicesimo giorno:

Puno – Chucuito – Sillustani – Juliaca – Lima

Mattinata all’insegna della sorpresa e dell’incredibile. Durante la notte un violento temporale si è abbattuto sulla zona del Lago Titicaca: il paesaggio circostante il lago è completamente bianco, conseguenza della grandinata che ha accompagnato il fortunale. Nelle case di fronte all’albergo (notare che le nostre camere non danno sul lago ma dalla parte opposta), qualcuno sta spalando il ghiaccio dai tetti onde evitare possibili crolli.

Allibiti dallo spettacolo imprevisto, ci portiamo in sala ristorante per la consueta colazione a buffet, dopo di che trasferiamo nella hall i nostri bagagli e facciamo check – out. Questa mattina concludiamo le visite sul lago e partiamo subito per Chucuito che si trova a sud di Puno. Durante il tragitto la guida ci da ulteriori informazioni sul lago Titicaca e sui confini con i territori boliviani che si trovano più a sud, con la cittadina di Desaguadero distante 200 km circa da Puno.

Arrivati a Chucuito visitiamo subito il tempio dedicato alla fertilità. Per arrivare al tempio dobbiamo passare un bel tratto di strada finemente impantanata, poi lo spettacolo sexy del tempio: all’interno del recinto, una serie di pietre falliche si mettono in mostra con le misure più disparate.

Torniamo indietro verso Puno, facciamo una breve sosta per vedere la totora e le balsas, le tipiche imbarcazioni che solcano le acque del lago Titicaca, e proseguiamo per Juliaca, con breve sosta a Sillustani, piccolo paese sul lago Umayo. Arrivati in prossimità di Sillustani possiamo vedere in lontananza i chullpas ovvero le costruzioni funerarie tipiche della zona. Durante la visita del sito, la guida ci illustra le varie scoperte fatte in tempi recenti, tra cui il ritrovamento del tesoro in una tomba lì vicino. Proseguiamo il giro del sito e ci portiamo nella postazione dove c’è una bella veduta dell’isola detta “delle vigogne”. La vigogna, un tempo animale domestico, ora vive ritirata in queste zone in molti esemplari. E’ stretta parente del lama e dell’alpaca da cui si differenzia solo per la statura più bassa.

Arrivati a Juliaca abbiamo la conferma di quanto visto l’altro giorno ovvero che si tratta di una cittadina caotica e disordinata. Ma noi dobbiamo solo proseguire per l’aeroporto dove prenderemo l’aereo per Lima. Dopo un’ora solamente saremo già nella capitale.

A Lima ritorniamo ad alloggiare all’hotel Sol Melia.

Quindicesimo giorno:

Lima

Ultimo giorno di permanenza in Perù, con molta desolazione ci apprestiamo a fare l’ultima colazione in hotel. Alle 9 arriva puntuale la guida che ci scarrozza per l’ultima volta in giro per Lima.

Il Museo Larco Herrera (www.museolarco.org) è molto interessante per le sue superbe collezioni di ceramiche, tessuti ed oggetti in oro e argento: una serie infinita di vetrine stipate di questi reperti, una vera e propria miniera archeologica.Terminiamo il giro con la visita della “sala a luci rosse” ovvero una collezione di vasellame e reperti vari di ispirazione tipicamente erotica.

Ripartiamo per il quartiere di Miraflores dove passeremo il pomeriggio in giro per negozi con il dichiarato obiettivo di spendere gli ultimi quattro soles che ci restano.

Dall’hotel, dove recuperiamo i bagagli, ci muoviamo alla volta dell’aeroporto: l’attesa dell’imbarco sarà lunga, anche se cerchiamo di accorciarla andando nel vicino ristorante ordinando qualche tramezzino e l’immancabile birra. Il viaggio di ritorno procederà senza intoppi di sorta e molto tranquillamente, l’orario d’arrivo previsto a Madrid è per le 15.35 dell’indomani. Da Madrid ci imbarcheremo poi per Milano Linate con arrivo previsto verso le 20.

I nostri consigli sul Perù.

Attenti al soroche o mal d’altitudine. E’ un disturbo  fisico dovuto all’altitudine che provoca stanchezza, nausea e una leggera tachicardia. i locali per contrastarlo prendono male de coca, un infuso di foglie di coca tonificante. La cosa è molto soggettiva e comunque in un paio di giorni di acclimatamento passa.

Bevande e cibi da provare. Naturalmente il Pisco Sour , un aperitivo molto poplare ad alta gradazione preparato con vino pisco, albume d’ uovo, zucchero di canna e limone; la birra di mais detta  la Cicha morada e alcune birre locali, consigliate soprattutto agli estimatori del genere, quali la Cuzqueña (considerata la migliore), la Arequipeña e la Pullcapa che viene prodotta nella regione amazzonica ma distribuita in tutto il Paese.

Plaza,De,Armas,,Cuzco,,Peru
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